OLTRE IL CONFINE

Fra la sponda del letto e la tappezzeria reticolata, i fiumi scendevano a oriente ricchi di pesci e d’avventura, nel crespo alveo della moquette, che instancabile raccoglieva l’infinita polvere e gli smisurati sogni delle nostre vite in erba.
Sotto il cielo bianco latte, memore di tempere odorose, i panzer avanzavano immobili sul sentiero di foglie sbriciolate, che si snodava breve fra le case diroccate e poi svaniva oltre il brusco pendio del mobile.
Se non fosse per i tanti caduti fra le mosche, che sui vetri luminosi trovavano le ombre sotto i colpi della mia pistola ad aria, quelli sarebbero stati tempi ancora puri, solo di fantasie leggere, dove la morte resta un gioco, da cui si torna sempre.




Poetico come sempre, Impo.
L’innocenza dei giochi infantili non contempla seriamente il concetto di morte. Anche quando mio fratello sparava con la fionda alle lucertole, o io davo fuoco ai formicai.
Eppure non eravamo “natural born killers”.
Solo incoscienti.
Bentornato.
Mi mancavano i tuoi post, e ora che sei riuscito a farmi commuovere vado a onorare i miei soldatini caduti in battaglia. Ed fia ora.
Ho letto questo èpost con il sottofondo di come sei veramente di Allevi.Il crescendo di note ben si accorda col lieto fine.ma purtroppo il the end spesso è sempre più spesso crudele.
Meglio i soldatini atlantic e finti iraq ed afghanistan da invadere.
Ciao Imp e buon we:)
Mk
P.s.:tornerò a scrivere di napoli.Ho qualche cosetta in mente ma devo essere ispirata e in questi giorni i miei istinti sono molto truci e dunque mi astengo!!:)
comunque complimenti per la mira :- )))
Molto bello e poetico, spiace un po per mosche.. ma ogni guerra ha i suoi caduti…
ciao
solo nel gioco, purtroppo, si ritorna dalla morte.
meglio pensare a questi panzer che non so come fanno ad avanzare se stanno immobili, o il profumo delle tempere, che bello, che bello che sei!
ben riletto.
bello: leggero nella sua poeticità ma non per questo non profondo
Subito ho pensato al racconto Campo di battaglia di S. King.. Non sapevo che mi aspettava un finale di poesia assoluta.

L’ho riletto più volte perchè è bellissimo..
Ciao
Julia
Perchè “antagonisticamente”?. Ma dai..
Ciao, dal tuo non antagonista.
Enne, e io che mi facevo i sensi di colpa per qualche mosca…
Gians, quanti ne hai mandati a morire sul fronte del salotto?
Mokella, be’ certo con i soldatini atlantici i danni collaterali sono sempre limitati
Medita partenze, a onor del vero, sparavo molto da vicino
Cla, anche loro però, a ronzarmi sempre attorno
Escopocodisera, wow mi ravvio il ciuffo
Tereza, molto professionale, sono sull’attenti
Julia, muy lusingado
Paolo Borello, come sei sempre serio, sembri uno del PD
Grazie, un abbraccio e buon fine settimana
Erano tanti, li ho mandati in missione di pace e sono tornati in pace, quella eterna.
Uè Imp…come va la pioggia?:)))
Saluti tuonanti!:)
Mk
Gians e Mk, ciao quagliò
Comunque al di là delle mosche quelli rimangono tempi puri, o abbastanza puri. Passati molti anni quello che è certo è che i tempi sono decisamente impuri, anche se credo che con un po’ di buona volontà non dico che potremmo riuscire a renderli di nuovo puri ma quanto meno un po’ meglio di quanto lo siano. Io mi accontenterei…
Ciao a presto.
come mi mancavi, Imp…
Un abbraccio