IL SEGNO DI ZORRO
Le suore bianche erano molto più che bianche. Erano eteree. E tutto quello che le circondava era dolcemente rarefatto, a iniziare dal portone in strada, di un nocciola morbido, quasi liquido, che si stemperava in muri docili e chiari. Entravo nell’androne e ai miei occhi si apriva un mondo tenue e impalpabile, una nuvola bianca di soavissime graniglie e marmi candidi. La luce dei vetri smerigliati rendeva delicata ogni ombra e i pochi scalini portavano là dove tutto era buono. Delle suore bianche non ricordo alcun viso e alcun nome, forse perché non avevano né l’uno né l’altro. E non ricordo altri bambini all’infuori di me. Tutto era come protetto da una carta velina: solo i chiodini di plastica, che infilavo eccitato in una griglia bianchissima, esplodevano di colori vivaci, tinte forti e accese, come punture di vita inebriante. Vennero poi le suore nere. E fu tutto diverso. L’asilo non sfumava nel cielo tra le foglie: era grigio e scuro, dai contorni marcati e spigolosi, circondato da una cancellata che era quasi un monito, un avvertimento. Per entrare non bastavano pochi gradini, si salivano scale estenuanti e si veniva consegnati alla suora di turno, anch’essa scura e spigolosa, dai contorni netti e definiti. E di ogni suora nera riconoscevo la faccia e ricordavo il nome, sapendo che non erano tutte uguali: una comandava ed era quella di cui avere più paura. Ci perquisiva per scoprire giochi abusivi, lanciava occhiate severe e riprendeva aspramente chi non sapeva le preghiere a memoria. Qui ricordo gli altri bambini. E sopra tutti ricordo Diego. Diego il più bravo. Diego il più bello. Diego che aveva tutti gli occhi per sé, con quel suo vestito da Zorro. Ricordare le preghiere a memoria e avere quel vestito da Zorro. Le suore bianche erano state un inganno: fuori da casa mancava sempre qualcosa per essere felice.





Scusami ma l’emozione è troppo forte; sei tornato! ora rileggo il tutto e poi commento a modo mio.
Meraviglioso. Un abbraccio,bentornato
Anche io ho avuto suore nere, che ricordo benisssimo.. Mi è piaciuto il particolare dei chodini colorati..
Ciao e buon weekend
Julia
Le suore bianche sono solo un sogno, Impo. Quelle vere sono corvi.
Non ho mai avuto suore, se non quelle degli ospedali che sono stata costretta a frequentare, ma qui c’è un bel contrasto…che si fra il bene e il male?
Ritrovarti così fiammeggiante … che bello! Ciao
Ciao impo..
Più che zorro ora pari più un fantasma..
Grazie del passaggio
Buon luglio e buon tutto
Julia
Gians, è un bel po’ che aspetto il tuo commento ragionato ma vedo che niente quindi mi tocca rompere gli indugi, spero te la passi alla grande
Zelda, troppo buona come sempre, a presto
Julia, bei ricordi le suore nere? non erano le mie, ahhh i chiodini colorati, che droga meravigliosa
Nico, le suore bianche erano una vita appena postuterina, sì un sogno, il vero è venuto dopo
Specchio, non è tra il bene il male, tra la vita immaginata e la vita vera, per alcuni potrebbe essere tra il bene e il male a pensarci meglio
Julia, con i fantasmi sei efficace come un cavaturaccioli, eccomi qua!
un abbraccio a presto
Un ricordo molto affascinante… e un monito per tutti: non fate cosacce davanti alle signore in cinta. Ciao