L’ODORE DEL SAPERE

foto-15

Il parlare da solo con lo sguardo rapito e ispirato era il primo segno della sua follia. I due abiti sgualciti e bisunti, che si alternavano incuranti delle stagioni, ne confermavano lo stato di abbandono. Il corpo sformato esalava un sentore di stantio, e quando entrava in classe quell’odore pungente di cosa dimenticata non lasciava spazio alla compassione. Non esisteva un’antologia all’altezza delle sue lezioni di italiano, servivano gli appunti che da decenni ripeteva a classi ammutolite dal puzzo e dallo sconcerto per le vicende raccontate. Le grosse dita sfilavano l’elastico e dalle pagine ingiallite scaturiva una letteratura che sembrava spiegata dal Barone di Münchausen. Venivamo così a sapere “della forza sovrumana di Leon Battista Alberti, che una volta salvò la vita a una persona fermando un cavallo in corsa…”, ma anche che “nel periodo romantico non era raro per i contadini tedeschi, dopo una giornata di lavoro nei campi, dedicarsi alle traduzioni dal greco e a commenti filologici dei testi classici”. Per fortuna non mancavano richiami all’attualità che ci permettevano di mantenere un buon contatto con la realtà: “ieri sera ero al bar con il capo della malavita di Porta Venezia che mi spiegava come per lui questo sia il migliore dei mondi possibile”, oppure, “l’altro giorno parlavo con il sindaco di Boston e si discuteva sull’assurdità di seppellire i morti nei paesi del terzo mondo: sono tutte proteine che potrebbero risolvere il problema della fame, che diamine!” . Nonostante il posto in prima fila, che mi veniva imposto per la comprovata tendenza a riparare nel mio nirvana, in quelle ore riuscivo comunque a fuggire nei miei mondi. Ma non potevo fare a meno di tornare quando la lezione toccava picchi così alti da rendere impossibile estraniarsi.

Annunci

~ di impollinaire su aprile 29, 2009.

31 Risposte to “L’ODORE DEL SAPERE”

  1. per una volta farò un commento serio… quello che descrivi è un tipo ahimé più diffuso di quanto sembri, io ne conosco uno di matematica esattamente uguale (mutatis mutandis, anche se lui penso che quelle reali non se le cambi da un pezzo).
    E allora mi domando, ma cos’è che rende tanti professori più simli ai barboni che ai manager? sarà la cultura in eccesso? sarà la frustrazione di sapere e non potere? sarà lo stipendio da fame e sete?

  2. più che il Barone di Muenchausen mi ricorda un po’ Johnatan Swift- :))
    (a dire il vero non ho mai letto le storie del barone..)
    però senti, il parlare da soli e lo sguardo rapito e ispirato sono fra le cose che ci distinguono dagli altri animali.. :))

  3. E credimi i risultati si vedono tutti, spero che con l’olezzo però tu abbia seguito altri docenti. :))

  4. Quello che conosco io, con cui ho parlato giusto ieri, è ormai in pensione, ma le caratteristiche che descrivi tu si sono accentuate in modo drammatico. L’unico vantaggio è che non può più affliggere i suoi allievi con queste tirate inconsulte:-))

  5. Bisognerebbe spiegare la “lezione” al prof di storia e filosofia dell’unno. Unno che ama la storia, ma che durante l’ora di filosofia passeggia con la testa nei verdi prati di manitù.
    Il contrario della sua inutile madre. 😉

  6. affascinanti deliri di onnipotenza…. la fantasia che appassiona e travolge. Sono personaggi così che fanno amare lo studio.
    Ciao Imp. caro

  7. necessitiamo di buoni maestri.
    volenti o nolenti ne siamo il risultato.

    impollinà ma quello sei tu??
    come riluce la fede..
    😀

  8. Pessima osservatrice, la fede si porta alla sinistra. :))

  9. Medita partenze, penso che la cultura sia cosa buona e giusta se si limita ad arricchire una persona, ma quando assurge a realtà in cui si vive diventa facilmente una monastero di clausura dove si fugge la vita e la capacità di relazionarsi con gli altri, impo dixit
    Lisa, ma i viaggi di gulliver sono volutamente esagerati da una mente sana, questo era un vero mitomane come appunto mi pare che fosse il barone di Münchausen, comunque se ci distinguessimo un po’ meno dagli animali staremmo tutti meglio, a cominciare da chi parla da solo o col bluetooth
    Gians, stai per caso dicendo allo zio che delira? ad ogni modo tranquillo, il mio bagnetto mensile non me lo leva nessuno
    Specchio, insomma sta benedetta cultura fa vivere gli uomini più nei libri che fra le persone e i risultati si vedono, anzi si sentono
    Testa bislacca, ohh sì, i verdi pascoli di manitù, grazei per avermeli ricordati, ci passeggiavo spesso durante le lezioni di italiano
    Efesto, con me non c’è riuscito, almeno sul momento, forse a scoppio ritardato sì, sarà che avevo l’olfatto molto sensibile
    Cuncetta, mah certo gli insegnati segnano, ma conta molto la famiglia e il nocciuolo origginario, sì quello sono io in tipica posa da nirvana, la fede riluce, che c’è da ridere?
    Gians, lo so che ti sto dando un duro colpo ma quella è la sinistra

    ciao buona giornata

  10. ne sono rimasti pochi con buone basi di insegnamento
    ed alcuni di questi pochi sono stanchi di insegnare
    a coloro che, e sono molti, troppi, non vogliono sentire,
    ascoltare, imparare
    un sapere che ha perso l’importanza
    buona giornata

  11. Io ci ho bivaccato durante matematica. In pratica ognuno di noi c’è stato secondo il suo calendario scolastico.

  12. Non avevo fatto i conti con lo spirito d’osservazione di Cuncetta. 😉

  13. Mi hai fatto ricordare un mio prof. di liceo.Quasi sempre con qualche macchia sulla giacca,i vestiti sgualciti, e abbastanza trasandato.Però non ridevo e non rido mai di lui,perchè ho sempre pensato che forse dietro quell’aspetto,quella figura che si lasciava andare,potevano esserci seri problemi personali o familiari
    Ciao,Clem

  14. ne ho conosciuti tanti tipi cosi’…e non è un buon segnale,temo!

  15. Non avevo mai pensato al sapere incarnato in un odore o con un aspetto esteriore.. Forse semplicemente perchè non mi è mai capitato di incontrarlo..

    OT
    Leggo spesso i tuoi commenti nei blogs di amici comuni.. Questa sera la curiosità ha avuto il sopravvento.. Non so perchè mi aspettavo qualcosa di diverso ma quello che ho trovato mi piace..
    La fotografia, la poesia, le storie.. Passioni che condivido.
    The power of love dei Frankie goes to Hollywood non è facile trovarla nei post.. Io l’ho nel mio MP3 🙂
    Ciao e buon weekend
    Julia

  16. a me questo tipo di persone fanno paura.

  17. d’altra parte se tu sei venuto fuori così bene, lo devi anche a lui, o no? puzza a parte mi auguro!
    quella dei contadini tedeschi e quella dei cadaveri da seppellire nel terzo mondo sono formidabili. ma, son vere?
    ciao e buona domenica.

  18. apperò..carino l’impollinato impalmato.
    😀

  19. Bene, ora è il momento che tu rientri dal ponte, o da dove preferisci. 🙂

  20. Irish coffee, be’ questo professore era un reperto del passato, ed è anche passato a miglior vita da un bel po’, non rispecchia quello che c’è oggi al di là della cattedra, ad ogni modo bisognerebbe sempre distinguere fra il sapere e il saper insegnare
    Testabislacca, io nella prima ora rimanevo spiaggiato sul banco, poi iniziavo a bivaccare
    Gians, quella è una poliziotta non te ne sei ancora accorto?
    Testabislacca, grazie per gli auguri, sei davvero gentile, e poi fai delle torte…
    Clem, sento il randello del vendicatore partenopeo che mi carezza la zucca, ok ok, faccio il bravo, non sarò più irriverente, per un post o due
    Zelda, be’ forse frequenti un giro di intellettuali, l’eccesso di cultura ha spesso questo risvolto nei maschietti, non prenderla così, tu che c’entri?
    ioJulia, chissà che idea ti eri fatta dai miei commenti… mi fa piacere se hai trovato qualcosa che ti è piaciuto, passerò da te a scoprire i punti in comune
    Gatteinviperite, in genere non sono persone pericolose, per gli altri, vivono nel loro mondo, ci sono individui normali molto più pericolosi
    Escopocodisera, che gentile, la mamma è sempre la mamma, è tutto vero, ti pare che mi metta anche a inventare? sono troppo pigro
    Cuncetta, impollinato, impalmato… è un crescendo che mi spaventa, fa molto vittima sacrificale, e poi? qualche altro …ato no?
    Gians, che rientri dal ponte? è gergo della mala cagliaritana?

    buona giornata, un abbraccio

  21. splendido esempio di naratore/insegnante di follia e surrealtà: non se ne trovano mica tanti…

  22. No caro Imp, è solo che ho bisogno di un diger, 🙂

  23. eppure imp…ho tanta nostalgia del mio prof. di lettere e delsuo leggere sempre la stessa, storia nrllo stesso modo,con le stesse parole…era davvero, a suo proprio modo,una cara persona…

  24. mi viene separato..ma forse questo ti spaventa troppo.
    😀

  25. Impo, mica “stiamo litigati”, vero?
    Sono stata tradizionalista e abbastanza conservatrice anch’io, tanto tempo fa: poi ho preso una botta in testa. 😉

  26. Non mi faccio mai idee preconcette, non mi appartiene.. Amo però immaginare.. 🙂

    Mi è piaciuta la tua affermazione anche se l’universo del blog al femminile è ricco di chi scrive di suo.. Io non ci riesco: mancanza di capacità e poca propensione a mettere a nudo quello che preferisco accogliere (questa è tua ed ho apprezzato)e tenere dentro.. Ci ho provato con gli haiku (sono attratta dal Giappone in tutte le sue sfumature) ma poi ho preferito tenerli per me..

  27. Tereza, era un essere assolutamente surreale, infatti, a parte l’odore che purtroppo era maledettamente reale
    Gians, oddio e cosa è un diger?
    Lois lane, capisco l’attaccamento al ttuo proff, al mio non ci si poteva attaccare, era davvero troppo lontano con la testa e troppo vicino con la maleodoranza
    Cuncetta, ma no ma no, esagera pure
    Testa bislacca, perchè siamo litigati? non capisco, forse ci siamo fraintesi su qualcosa? io sono tranquillissimo, sei sempre la mia amica bislacca, the best of the gulf, un abbraccio di conferma
    ioJulia, se non ti va di scrivere fai benissimo a non farlo, quando ti andrà di mostrare al mondo i tuoi haiku fammi sapere, li leggerò volentieri, per ora è ammirevole il senso di ospitalità che dimostri col tuo blog

    ciao buona giornata

  28. 🙂

    Qualcuno lo puoi leggere.. Nella rubrica haiku. Li ho postati con la leggerezza di chi è convinto di passare inosservato.. Il mio blog era nato da poco e non mi aspettavo nulla se non il piacere di guardare le cose che amo e che imparo fuori da me, lì, concrete e ordinate su uno schermo che fa da contenitore..
    Quello che è venuto dopo non lo avrei mai immaginato…
    Buon tutto
    Julia

  29. Ci sono sempre stati professori “barboni” o comunque non in linea per nulla con la cultura ufficiale. Spesso questi professorim nonostante i loro limiti, hanno dato molto di più ai loro allievi dei professorini che non facevano altro che ripetere ogni anno quanto previsto dal programma.
    Ciao

  30. ioJulia, ho letto, li trovo suggestivi, insisti senza sentirti gli occhi addosso
    Paolo Borrello, anche questa a modo suo era cultura ufficiale, diciamo che era molto conformista con sé stesso

    buona serata ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: