AMORE LIBERO E POLLI ALLA BRANDA

Era il giugno del ’74 e mancavano pochi giorni all’esame di quinta elementare. Qualche ansia dovevo averla e mia sorella maggiore mi prese in carico per distrarmi un po’. In quei giorni al Parco Lambro si teneva il festival di Re Nudo, che allora non avevo ben chiaro cosa fosse, ma oggi, complice Wikipedia, so che si trattava di “una delle principali riviste italiane dedicate alla controcultura e alla controinformazione”. Andare a un raduno così trasgressivo mi eccitava: sembrava schiudere un mondo nuovo, ammiccante, e proprio nel momento in cui mi affacciavo alla media con le sue promesse di vita adulta. La politica e il sociale allora erano preponderanti e non lasciavano indenni le stanze e le aule dei bambini. C’era appena stato il referendum sul divorzio, che già mi aveva coinvolto portandomi a un netto schieramento per il no, e ora l’ingresso al festival fra corpi nudi e seminudi consacrava la mia maturità incipiente. Più di un accoppiamento probabilmente era in corso sotto le tende o nei sacchi a pelo all’aria aperta, ma certo mia sorella fu abile a pilotarmi in percorsi privi di lombi in movimento e amore libero. L’atmosfera era quella di un allegro bivacco che voleva fuggire ogni convenzione anche nelle più piccole pratiche quotidiane. Come una palla da rugby, di mano in mano, girava un pollo pronto per l’arrosto. Non sapevano come cuocerlo e per qualche attimo rimase incerta la sua sorte. Poi l’attenzione di qualcuno cadde su una branda di ferro, portata lì immagino da un tadizionalista che pensava di dormirci. L’intreccio di fili metallici colpì l’immaginazione controcorrente. E poco dopo il pollo alla branda era sul fuoco a sfrigolare.

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~ di impollinaire su luglio 22, 2009.

18 Risposte to “AMORE LIBERO E POLLI ALLA BRANDA”

  1. Mi sa che son coetanea di tua sorella, più o meno.
    Purtroppo all’epoca ero detenuta in un collegio di monache, e di amore libero manco il concetto. Il referendum sul divorzio l’avevo sentito vituperare parecchio: da suore, famiglia, amici di famiglia. Ma i miei non sapevano che covavano una serpe (e che serpe) in seno.
    😉

    ps. resero incandescenti i fili metallici con gli accendini? :p

  2. Mi sa che su brande di quel tipo ci ho cotto decine di chili di sardine, roba d’altri tempi. :))

  3. Il pollo alla branda lo devo provare :)))
    Io nascevo l’anno dopo in una piccola provincia e i miei genitori non erano nemmeno stati sfiorati dal sentore dell’amore libero, però in coscienza hanno votato a favore del divorzio. Perché mio padre sarà pure un po’ retrogrado, ma ha pensato “io non lo farei mai, ma vai a sapere gli altri che problemi possono avere…”.

    Per la cronaca: tanto per non sbagliare mi ha mandato per 10 anni a scuola dalle suore :)))
    Buona serata caro

  4. quando si dice un’infanzia difficile.
    e gli effetti sono visibili, mon chere.
    🙂

  5. sono contrario alla monarchia e ai re in generale, sul nudo sono per il caso per caso :- )

  6. Quoto medita.
    Il tuo racconto è così lucido e conivolgente che mi sembrava di vederti..
    Ciao 🙂
    Julia

  7. Enne, devi sapere che ho un’ampia gamma di sorelle e che quella in questione potrebbe essere mia madre, quindi è parecchio più grandicella di te, per quanto riguarda la cottura pollo, posero la branda con il suo graticcio di fili metallici su un falò, una cosa davvero orripilante credimi
    Gians, forse non mi sono spiegato bene, non ci credo che hai utilizzato una vecchia branda come griglia, tu sei uno snob, lo so
    Capastuerta, anche io sono un po’ retrogrado ma sono sempre stato a favore del divorzio, il no era all’abrogazione della legge, ora che so della tua formazione scolastica dalle suore non mi sorprende l’evoluzione anarcoide, le suore fanno quell’effetto lì
    Cuncetta, e no, le bastonate va bene, ma con un po’ di creatività, anche questo me lo avevi già scritto, mi sa che ti avvali di formulari
    Medita partenze, sono d’accordo, dopo una prima scrematura il nudo richiede un attento vaglio del singolo caso
    Julia, hai capito la danese, quota quel satiro di medita… sai gli anni ’70 erano anni coinvolgenti, nel bene e nel male, tutto fermentava, contento se ti ho trasmesso un pizzico di quell’atmosfera

    buona giornata, un abbraccio

  8. Io nel 1974 ero un po’ più grande di te, ma non andai al festivale di Re Nudo perchè era troppo lontano dalla mia città. Però lo ricordo bene. come ricordo bene Re Nudo e come ricordo bene quella canzone di Finardi. Proprio altri tempi!
    Ciao

  9. Io snob? ora mi sfilo il fazzoletto da taschino della giacca e piango. :))

  10. Eheheh… ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria… magari se mi avessero fatto crescere in una comune…chissà, poi mi sarei fatta suora!
    Alla fine è andata meglio così: grazie babbo :)))
    Buon fine settimana caro

  11. Tu mi latiti non solo al sabato e alla domenica. 😉

  12. Dal momento che l’esperienza della branda-graticola mi manca, la proporrò per il barbecue di ferragosto.
    Notte, Impo.

  13. Paolo Borrello, già, direi che siamo agli antipodi, nel bene e nel male
    Gians, no, non piangere, andiamo a farci una coppa di sciampagn e ridiamoci sopra
    Capastuerta, il tirocinio dalle suore è sempre fondamentale per una vera rivoluzionaria
    Gians, sono tempi pregni di cose da fare che tu non ne hai neanche lontanamente un’idea, eccomi qua, comunque, quasi tutto tuo
    Enne, non ti ci vedo proprio mia cara a cuocere qualcosa sopra una branda metallica, salvo mancanza di alternative, naturalmente

    ciao buona giornata

  14. Sono passato per un saluto.
    Buona settimana.
    Ciao a presto.

  15. Sono una donna dalle mille sorprese, sai?
    🙂

  16. Paolo Borrello, ricambio vecchio mio
    Enne, non ne dubito, ma il pollo alla branda non mi pare una grande esperienza,lo sai che sono un inguaribile conservatore

    cioa buona serata

  17. Paghi tu, ma non riusciamo a parlare seriamente, questo è il guaio tra di noi. Uffa. 😉

  18. Gians, cosa pago? da bere? non parliamo seriamente!?!?!?! ma se siamo sempre di una serietà fin stucchevole… va be’ famoci sto mirto enon pensiamoci, ciao buona notte

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