L’ULTIMA CACCIA

ripubblico

Aveva da poco concluso le superiori con il massimo dei voti e si accingeva agli studi universitari con rinnovata determinazione. I suoi genitori erano molto fieri. Di lì a vent’anni si sarebbe laureato in scienze universali per affiancare il padre alle redini dell’impresa che, a tempo debito, avrebbe guidato in prima persona. Un traguardo a cui doveva arrivare preparato sotto ogni profilo.

Una sera il padre, seduto dietro la pesante scrivania in acero di Venere, indicando un trofeo di caccia appeso alla parete, gli disse: “Vedi quel leprosauro? Ero più giovane di te quando l’ho ucciso. Tu non puoi essere da meno. Hai dimostrato volontà e intelligenza, ma ora devi tirar fuori la tempra e il coraggio: a quarant’anni ormai sei un uomo!”. Con la scusa dello studio, aveva sempre rinviato il battesimo del fuoco, non sapeva perché, non aveva nulla contro la caccia, anche lui mangiava leprosauro, ma quando si arrivava al dunque rinviava sempre quel momento cruciale.

“Sì, papà, non temere, sarò all’altezza”, rispose con un filo di voce, guardando le enormi teste che campeggiavano nello studio. “Lo so ragazzo e me lo dimostrerai presto”, rispose il padre alzandosi e prendendo un lasergun dalla rastrelliera, “domattina partiamo per Dianaton, hanno avvistato un branco di beghinodonti. Questo è per te, non deludermi”. Era ancora buio quando toccarono il suolo ai margini dei campi di maislup. All’orizzonte un filo di luce rossa apriva uno spiraglio nel cielo nero.

Dai campi arrivava un odore forte di selvatico e un suono basso, continuo e spaventoso, come una nenia di giganti. La terra tremava. Si spostarono su un dosso che dominava in quella direzione e da lì videro i beghinodonti nelle piantagioni: strappavano le pannocchie con le zampe anteriori e le rosicchiavano tenendole dritte davanti al muso, sembrava un processione. Tutti iniziarono a sparare, meno lui, e il padre che gli urlava contro: “spara, maledizione, spara, spara!!”

Dopo qualche attimo, nella selva di raggi blu che saettavano verso il basso, alzò il lasergun, chiuse gli occhi e sparò. Si riprese scosso dalle urla: “lo hai preso, lo hai preso, bravo, lo sapevo, lo sapevo, bene, bravo!”. Poi si sentì trascinare verso quell’enorme massa scura che giaceva nel campo. Il beghinodonte era ancora vivo, il respiro pesante ne sollevava appena la mole. Da un foro nel fianco usciva un denso liquido scuro che mescolava un sentore dolce al puzzo di carne bruciata.

L’animale era immobile, solo l’occhio si muoveva seguendo il padre che si avvicinava con il coltello: “Guarda, guarda, ragazzo, come i vecchi cacciatori!”. Il figlio guardò: il lasergun gli cadde di mano e, mentre il padre affondava la lama, si lasciò trasportare dalla gambe che iniziarono a correre verso il cielo dorato, dove si aprivano le valli a ridosso dei campi. Una brezza fresca teneva lontano l’odore del massacro e un torrente in piena copriva ogni rumore. Le gambe continuarono a muoversi veloci e inarrestabili, come animate dalle vite appena spente. Non tornò più indietro.

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~ di impollinaire su marzo 29, 2010.

13 Risposte to “L’ULTIMA CACCIA”

  1. che meraviglia, Imp;ogni volta mi stupisci.
    (ma secondo te Lapo Elkann sarà andato a caccia di beghinodonti?)

  2. D’accordo, assolutamente, col ragazzo in fuga.
    ps.
    Ma ci si mette così tanto per laurearsi, lì?

  3. Una volta venuti meno alla propria morale, probabilmente si assapora il gusto del vincere facile. Come capita la prima volta che si compie un furto e tutto và liscio; invoglia a ripeterlo. Così ho intesso questo magnifico post. Dimenticavo, se vengo a caccia con te poi che otterrò?

  4. mammamia che paura la foto!!!
    io che ho paura pure delle lucertole.
    A proposito, hai mai visto due lucertole che litigano? Sembra una lotta primordiale.
    Visto che ho più o meno ho l’età del fuggitivo, vorresti dire che se faccio qualche cosa che proprio mi ripugna volerò anch’io in alto?
    Perchè se fosse così potrei prendere la cosa in considerazione come seggerimento.

  5. Non sempre i genitori sono un buon esempio.:)))
    Ciao Imp:)

  6. Sempre dura la lotta per la sopravvivenza…non dico tra uomo e beghinodonti…ma tra figli e gentori.
    Penso che più o meno tutti ne sappiamo qualcosa, anche se non possediamo un lasergun 🙂
    Buona giornata caro.

  7. be’, dopo questo film per veri uomini non mi resta che augurarti buonissima pasquissima!
    Smackkete

  8. Buona Pasqua, imp….un abbraccio

  9. Buona Pasqua:)

  10. I figli sono sempre peggio dei padri o no ….
    Ciao a presto.

  11. Amo i dinosauri e odio la caccia..
    Da piccola sognavo di vivere un’avventura nell’era preistorica abitata da questi animali.. Adoravo i Flinstones 🙂

    Tempo fa ho provato a fare un corso online di arabo, mi ha sempre affascinato come lingua, ma poi mi sono persa per strada..
    La lingua araba ha solo tre vocali A, I, U ma non sono paragonabili alle nostre..
    Ciao e buon weekend
    Julia

  12. crisi creativa?blocco dello scrittore?sei nelle curve?un abbraccio,buon fine settimana

  13. Zelda, grazie, non so che dire, gongolo, mi riesce sempre bene, di lapo non so dire, in ogni caso li avrebbe mancati sicuramente
    Enne, perchè qui quanto ci si mette per laurearsi?
    Gians, ma veramente direi che il figlio finisce per accontentare il padre, ma poi prevale la sua natura e scappa, una parabola psicanalitica forse, nel senso che solo rispettando la propria natura si può vivere decentemente, andiamo a caccia quando vuoi, ho un fucile a tappi che non sbaglia un colpo
    Efesto, oddio non lo so, ma tu evita di fare cose che ti ripugnano, non è poi il caso di fare di questi esperimenti
    MK, vacci a capire, è che ognuno è fatto a modo suo e i figli in genere assomigliano più ai nonni, non si capisce quindi perchè non si sia figli dei nonni che sarebbe tutto più semplice
    Capa, è una dura lotta ma alla fine ci si vuol bene, tra un calcio nelle palle e l’altro
    Tereza, buon venticinque aprile
    Zelda, buona settimana
    MK, buona serata
    Paolo borrello, nel senso che sei un cacciatore? non lo avrei mai detto
    Julia, ma dei dinosauri cacciatori che ne pensi? domanda provocatoria, scopro ora che l’arabo ha tre vocali, credevo nessuna, non si finisce mai di imparare, d’altra parte sono certo che tu non sapevi nulla dei beghinodonti
    Zelda, magari sono nelle curve, se solo sapessi che significa, è un modo di dire torinese? illumina sennò mi tormento nell’ignoranza

    un abbraccio

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