UNA STORIA VERA

ripubblico

Palla beveva vino in cartone e paraflu. E immerso nella neve fino alle ginocchia dava mostra della sua virilità a prova di gelo. I folletti correvano su quel ponte improvvisato sfidandosi a spintoni e salti mortali, mentre le follette eccitate si spellavano le mani per gli applausi. E non si capiva se a entusiasmarle fossero le acrobazie dei folletti o l’erezione di Palla.

Filo beveva sapone per piatti e birra da due lire, declamava versi fra gli alberi spogli e, con pause regolari, emetteva lunghi e spaventosi ruggiti. A ogni boato si alzavano in cielo delle enormi bolle di sapone che riflettevano le luci delle auto in coda sulla tangenziale. I bambini indicavano quelle bolle piene di luci bianche, rosse e gialle e urlavano: “gli angeli!”. Ma le mamme con fare bonario rispondevano “nooo! Tesoro, nooo!”.

Allora i bambini, continuando a indicare quelle bellissime bolle che si muovevano lente sullo sfondo grigio, gridavano: “i marziani!”. E le mamme, guardandosi tra loro, scuotevano la testa e rispondevano teneramente: “ma nooo! Amore, ma nooo!”. I bambini, per nulla scoraggiati, con l’aria di chi ha compreso il gioco, davano fondo al loro sapere e con un ultimo cumulo di sogni urlavano in coro: “i transformer, robot spaziali, gormiti, dragon ball, i cavalieri dello zodiaco!!!”.

Le mamme, persa ormai ogni pazienza, sbottavano tutte insieme: “insomma, ormai siete grandi, lo sapete che i marziani, gli angeli e tutto il resto sono solo invenzioni, quelle sono solo bolle di sapone, bolle di sapone che un signore molto, ma molto, maleducato fa laggiù con… con… insomma con dei terribili ruttini… ecco. Capito adesso vero!?”.

Ma i bambini, perplessi e per nulla convinti, indicavano verso il fiume dove nel frattempo sopraggiungevo io surfando allegro e spensierato sulle generose spume tensiotattive. Un saluto a Palla che ricambiava scrollandosi i folletti di dosso, un cenno a Filo che salutava emettendo una bolla ancora più grande delle altre e un ciao ai bambini che correvano gridando verso le sponde.

E alle mamme, ammutolite e incredule, bastò tirar fuori dal cilindro mazzi di rose rosse a profusione, per riportare subito la realtà a una dimensione meno urgente.

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~ di impollinaire su maggio 4, 2010.

6 Risposte to “UNA STORIA VERA”

  1. Dalle mie parti anche le mamme bevono a palla. 🙂

  2. Mica solo dalle tue, Gians.
    Il mondo dell’infanzia è quello che ci porteremo dentro per sempre.

  3. quell’elenco dettagliatissimo dei omostri spaiziami’ è l’incubo di quando vado atrovare i miei nipoti!(Bellissimo.Io adoro leggerti.Che siano inediti o cose già pubblicate.)

  4. Queste mamme! hanno il terribile compito di riportare tutto alla più banale normalità…. ma tu non arrenderti continua surfare allegramente senza pensarci troppo. Ciao :-))

  5. L’immaginazione consiste nel vedere le cose come sono realmente, nella loro vera essenza, non quali appaiono essere..
    Non ricordo chi ha pronunciato queste parole ma ho l’impressione che qui calzino a pennello..
    Ciao e buon tutto
    Julia

  6. Gians, ecco perchè poi i figli nascono storti
    Enne, c’è un bambino in ostaggio dentro di me
    Zelda, sempre molto gentile, hai delle grinfie di velluto
    Specchio, ma come vedi ste mamme si corrompono con poco
    Julia, non so se sempre, ma spesso è così, buon tutto a te

    ciao un abbraccio

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