LA VERA STORIA DEL PERSIANO VOLANTE

Gatto_persiano_petsandthecity

Chissà perché Ippy si è lanciato nel vuoto quel giorno? Forse ha spiccato il volo nel tentativo di catturare un piccione, o magari quel ramo di fico che lambiva il balcone era davvero irresistibile. Questo non lo saprò mai. Ma un fatto è certo: quando a sera Manuela mi aprì la porta in lacrime, le sue parole – “non trovo più Ippy!” – non lasciavano spazio a dubbi. Lei era cresciuta con i gatti, in qualche modo era una di loro. Dopo un allarme del genere non era pensabile trovare il nostro amato Persiano acciambellato in un armadio.

Cominciammo a chiedere ai vicini, ma nessuno lo aveva visto. Dove era finito? Ci era forse svicolato tra le gambe mentre aprivamo la porta di casa? No, non eravamo così distratti. Era caduto dal balcone? No, non era mai stato un temerario. Altre possibilità tuttavia non ce n’erano e così andammo da una signora che si prendeva cura di una colonia felina nel giardino del palazzo. Ma anche lei non aveva visto Ippy. Era ormai notte e ci prese uno sconforto amaro. Sembrava una maledizione. Anni prima era scomparso Mog, un Persiano fulvo di cui non avevamo saputo più nulla, nonostante le affannose ricerche e la promessa di una ricompensa a chi lo avesse trovato. Ippy aveva colmato quel vuoto, ma il destino ora sembrava ripetersi.

Il giorno seguente passò senza nulla di nuovo e a sera ci ritrovammo in silenzio, senza guardarci negli occhi, ormai certi che non l’avremmo più visto. Il miagolio salì dal basso, all’improvviso. Per me poteva essere un gatto della colonia felina, ma Manuela scattò in piedi, era lui, ne era certa. Il miagolio tornò ancora, riprese più forte, quasi un grido d’aiuto. Corremmo sul balcone, il lamento saliva da un punto preciso: Ippy era là, tra le piante del giardino. Corsi giù e mi feci aprire da un ragazzo che abitava al pian terreno, dal suo appartamento si accedeva allo spazio verde retrostante.

Era buio e non capivo dove andare, il miagolio era cessato. Mi inoltrai tra le piante guidato da Manuela che, dal balcone, aveva seguito lo spostarsi dei richiami. Alla fine lo vidi. Aveva gli occhi spiritati, il pelo arruffato e, una volta preso in braccio, continuava a guardarsi attorno agitato: pensai subito che i randagi della colonia dovevano avergli “fatto la festa”. Una gran brutta esperienza, per tutti, ma Ippy era di nuovo tra noi, sano e salvo, questo era l’importante.

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~ di impollinaire su maggio 17, 2013.

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