ONORA IL PADRE

0751

Torni e ritorni ancora
a passare in rivista ogni mio gesto
col tuo passo da soldato di montagna
con lo sguardo duro e impietoso
a dire taci a ogni accenno.
Ma poi eccoti
raccolto come un bambino
con il tuo ultimo sorriso
con il fazzoletto in mano
nel palmo ormai freddo.
Allora ringrazio Dio gli dei e il caso
per avere avuto il tempo
di dare quello che il tuo cuore ha chiesto
all’improvviso in un momento
dopo una vita intera dedicata alla fatica.

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~ di impollinaire su novembre 24, 2013.

17 Risposte to “ONORA IL PADRE”

  1. potrei trovare qualche parola, ma non sarebbe mai abbastanza piena. mi limito con il salutarti, e farti i complimenti per il componimento. ciao imp.

  2. ….
    il primo uomo che si ama e si odia per una donna.

    ciao impollinato.
    🙂

  3. 😦
    Che tristezza, Impollinaire….
    Ma le parole sono bellissime davvero.

  4. il tema mi sfida troppo, ti abbraccio e stop
    😉

  5. Gians, grazie, il componimento sa molto di libro cuore, ma si vede che questo ti ho ispirato, e comunque mi lusinghi
    Cuncetta, già, una figura impegnativa, immagino anche per una donna di carattere come te
    Testabislacca, ti intristisco sempre, mi spiace, grazie
    Medita, mi spiace di averti sfidato involontariamente

    un abbraccio a tutte e tutti e buona giornata

  6. da qualche parte ho sentito che i fantasmi del padre e della madre ci abitano anche quando non ci sono, o non ci sono più.
    credo sia proprio così.
    è molto intenso e, allo stesso tempo, delicato ciò che hai scritto del tuo fantasma e di come si ritorni bambini in quel passaggio stretto.

  7. Bello Imp.Suggestiva figura.Nell’ultimo mese ho rischiato di perdere mio padre e lì ho riscoperto il mio affetto per lui.E’un uomo chiuso,che non manifesta i sentimenti,neanche nella fragilità,ma te lo fa capire e va bene.E da piccola pensavo che volevo sposare un uomo come lui.Là ho sbagliato:):)

  8. Ma io ho sempre un sottofondo di blanda mestizia, Impollinaire.
    E’ che ho pensato a quando mi renderò conto anch’io, che non si può più tornare indietro.

  9. lineadombre, sì è un fantasma che a volte torna ancora a muso duro a rimproverare le mie mie inadeguatezze, ma anche un padre, grazie a Dio o a chi per lui, ritrovato e recuperato negli ultimi anni della sua vita
    Monica, i padri di una volta sono spesso di poche parole, sposare un uomo simile a loro è uno sbaglio, sempre che sia uno sbaglio, fisiologico
    Testabislacca, in qualche modo, io credo, va fatto ogni giorno esercizio di fatalismo per imparare ad accettare in genere

    un abbraccio e buona serata

  10. non vorrei lusingarti troppo, che poi ti si monta la testa. 🙂

  11. Gians, in effetti mi ero appena fatto la permanente

  12. ehehe vanitoso. notte imp. 🙂

  13. “Erano tante le cose di cui avrei voluto parlare con lui…Un giorno, in ospedale, ero appena arrivata, stavo per sedermi accanto a lui e mi disse Io feci di si con la testa, sforzandomi di non piangere, non ho mai pianto davanti a lui.”
    Erano uomini che avevano conosciuto la guerra e il suo orrore, erano sentimentalmente maleducati, erano ragazzi violati, diremmo oggi. Il papà di Benigni tornò dalla prigionia in Albania e instillò nel figlio quella gemma luminosa che è poi stato “La vita è bella”. I nostri padri hanno fatto del loro meglio.
    Con un triplo salto mortale tiro il fiato e su col naso per dirti che l’altro ieri (ormai) mi sono sparata un’eccellente cioccolata monodose senza zucchero della Venchi FAN-TA-STI-CA!
    Da Hilde a Impollinaire.

  14. Chiedo scusa, l’emotività gica brutti scherzi, quel giorno, in ospedale, mio padre mi disse ” Quante occasion di felicità abbiamo perso!”
    Hilde

  15. Gians, sei tu che mi lusinghi, io sono la vittima
    Hildegard, ti ringrazio per avermi fatto partecipe di questo episodio della tua vita, mi hai davvero emozionato, l’emotività e le emozioni giocano brutti scherzi, è vero, ma a volte sembrano l’unica vera moneta sonante

    un abbraccio e buona giornata

  16. per qualche motivo difficile da ricostituire in frasi di senso compiuto non me la sento di interferire con questo post, come dovessi far piano, necessariamente piano.
    Allora ti lascio un abbraccio.
    Tez

  17. Tez, va bene così, ricambio l’abbraccio

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